Tra argilla e luce

Tra ciò che sono e come li vediamo: prende avvio una mostra sul vissuto dei minori stranieri non accompagnati, attraverso maschere, immagini e narrazioni.

La creazione delle maschere nel nostro laboratorio di argilla è stata l’occasione per sedersi accanto a questi ragazzi, conoscere le loro mani che lavorano e il loro sguardo concentrato, il loro impegno e il messaggio che hanno affidato alla creta.

Manipolare l’argilla è un gesto antico, primordiale, che alcuni di loro conoscevano; per altri è stata una prima volta. Il potere trasformativo dell’argilla ha dato la possibilità di creare una maschera: per alcuni una proiezione di sè, per alcuni una trasposizione di un ricordo, per altri un omaggio a chi hanno perso.

Ciò che hanno raccontato durante l’asperienza è diventato materia: maschere per nascondersi, maschere per svelarsi. Attraverso un laboratorio di fotografia tenuto da professionisti, i ragazzi si sono poi messi dietro all’obiettivo, si sono ritratti a vicenda, hanno utilizzato luci e ombre per rappresentarsi. Abbiamo così unito argilla e luce, per raccontare un viaggio che va oltre la migrazione: quello della ricerca di sé, della speranza e del futuro.

L’ esposizione sarà intervallata da testi scritti dai ragazzi stessi, in cui raccontano chi sono oggi, il passato, il viaggio che hanno affrontato, ma anche la persona che stanno diventando, anche grazie alla rete di supporto e integrazione che li accompagna e che ci impegnamo per far conoscere e fortificare.

Come curatrice del progetto di argilla e tutrice volontaria vi invito a partecipare all’evento di inaugurazione!

SCARICA L’INVITO PER PARTECIPARE GRATUITAMENTE

Daniela Pietrantonio

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